Programma per la Trasparenza e l’Integrità

Piano triennale della Trasparenza del C.S.A. (2013 – 2016)

Adempimenti ai sensi del D.Lgs. n. 150/2009

Con deliberazione n. 32 del 28.12.2011 è stato approvato il “Piano triennale della trasparenza e l’integrità” del C.S.A., successivamente aggiornato con deliberazione n. 01 del 25.01.2014  . Il C.S.A., ai sensi del D.Lgs. n. 150/2009 (cd. Decreto Brunetta), essendo un’Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza (IPAB), già regolata dalla L. 17.7.1890, n. 6972, ora dal D.Lgs. 04.5.2001, n. 207 e, quindi, un’amministrazione pubblica, è chiamato ad adottare una “Programma triennale per la trasparenza e l’integrità”, da aggiornare annualmente, che indichi le iniziative previste per garantire:

  • un adeguato livello di trasparenza;
  • la legalità e lo sviluppo della cultura della legalità.
  • Per consultare il Piano triennale per la trasparenza e l’integrità 2013 del C.S.A. clicca questo link
  • Per consultare il Piano triennale per la trasparenza e l’integrità 2014-2016 del C.S.A. clicca questo link
Riferimenti normativi principali

Piano triennale Anticorruzione del C.S.A. (2013 – 2016)

Adempimenti ai sensi della L. 190/2012

Con deliberazione del C.d.A. n. 7 del 27.03.2013 è stato approvato il “Piano anticorruzione” del C.S.A., successivamente aggiornato con deliberazione n. 01 del 25.01.2014 e con deliberazione n. 6 del 30.01. 2018 ed è stato individuato nella persona del Segretario/Direttore il responsabile della prevenzione della corruzione, nonché responsabile per la trasparenza ai sensi della vigente normativa in materia. Il programma triennale anticorruzione è stato adottato tenendo conto della specificità del C.S.A. di Adria, nel pieno rispetto delle norme di diretta applicazione indicate dalla L. 190/2012.
La Civit, quale Autorità Nazionale Anticorruzione, ha chiarito che non ha natura perentoria il termine del 31 marzo 2013, data cui l’art. 34 bis, co.4 del D.L. 18.10.2012, n. 179 ha differito il momento di adozione del piano triennale di prevenzione della corruzione da parte delle P.A. e delle società dalle stesse partecipate o controllate. Il Piano triennale, secondo la CIVIT, dovrà essere adottato entro il tempo strettamente necessario e secondo le linee indicate nel Piano nazionale anticorruzione, dopo l’approvazione dello stesso da parte della medesima Commissione.
Andrà sin d’ora nominato il Responsabile della prevenzione della corruzione, il quale, ai sensi dell’art. 43 del D.Lgs. n. 33/2013, svolge, di norma, anche le funzioni di Responsabile della trasparenza, assumendone le relative responsabilità, anche di natura disciplinare, oltre agli obblighi di vigilanza, sanzionabili ai sensi dell’art.46, stesso decreto. Questi, infatti, è tenuto all’aggiornamento del relativo Programma triennale, già previsto dall’art.11, D.Lgs. n. 150/2009, oggi abrogato e confluito nell’art.10 del D.Lgs. n. 33/2013.
Si ricorda che, in forza di quest’ultima disposizione, il Programma triennale per la trasparenza e l’integrità costituisce, di norma, una sezione del Piano di prevenzione della corruzione.

Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza

Il C.S.A. ha nominato Responsabile della prevenzione della corruzione, ai sensi dell’art. 1, comma 7, della L. n. 190/2012, nonché Responsabile per la trasparenza, ai sensi dell’art. 43 del d.lgs. n.33/2013  il Segretario/Direttore del CSA. Provvedimento di incarico: delibera C.d.A. n. 7/2013 – Decorrenza dell’incarico: 27.03.2013

Atti di accertamento delle violazioni

Alla data del 23/11/2016 non sono stati adottati atti di accertamento delle violazioni delle disposizioni di cui al d.lgs. n. 33/2013.


A.N.AC. Autorità Nazionale Anticorruzione (ex CIVIT)

L’A.N.AC. è l’Autorità Nazionale Anticorruzione, ex CIVIT Commissione per la Valutazione, la Trasparenza e l’Integrità delle amministrazioni pubbliche, istituita dal D.Lgs. 27.10.2009, n. 150, recante attuazione della L. 04.03.2009, n. 15, in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni. Il DL. n. 90/2014 convertito in L. n. 114/2014, sopprimendo l’AVCP e trasferendo le competenze in materia di vigilanza dei contratti pubblici all’Autorità Nazionale Anticorruzione, ha ridisegnato la missione istituzionale dell’ANAC. Questa può essere individuata nella prevenzione della corruzione nell’ambito delle amministrazioni pubbliche, nelle società partecipate e controllate anche mediante l’attuazione della trasparenza in tutti gli aspetti gestionali, nonché mediante l’attività di vigilanza nell’ambito dei contratti pubblici, degli incarichi e comunque in ogni settore della pubblica amministrazione che potenzialmente possa sviluppare fenomeni corruttivi, evitando nel contempo di aggravare i procedimenti con ricadute negative sui cittadini e sulle imprese, orientando i comportamenti e le attività degli impiegati pubblici, con interventi in sede consultiva e di regolazione. La chiave dell’attività della nuova ANAC, nella visione attualmente espressa è quella di vigilare per prevenire la corruzione creando una rete di collaborazione nell’ambito delle amministrazioni pubbliche e al contempo aumentare l’efficienza nell’utilizzo delle risorse, riducendo i controlli formali, che comportano tra l’altro appesantimenti procedurali e di fatto aumentano i costi della pubblica amministrazione senza creare valore per i cittadini e per le imprese.

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